Esecuzione non capiente e spese legali

togaBuongiorno , ho vinto una causa di pignoramento presso terzi con la mia ex moglie che mi deve 5.300 € piu 600 € per spese legali. la banca ha liquidato solo 3.300 € ed ora il mio avvocato pretende i 600 € di spese legali da me . E’ nelle normali procedure o spetta a lui intervenire presso la signora per recuperare il suo credito ?

Risposta: il cliente che affida l’incarico all’avvocato è sempre tenuto al pagamento delle spese di quest’ultimo a prescindere dal recupero delle somme dalla controparte. In questo caso con l’esecuzione presso terzi non è stato possibile recuperare tutte le domme (capitale + spese legali) dovute dalla controparte debitrice, quindi le spese legali cui ha diritto l’avvocato che ha seguito la procedura esecutiva dovranno essere sostenute da te.

Risarcimento danni da incidente stradale e spese legali

euro

Buonasera, volevo solo sapere una cosa, ho avuto un incidente l’anno scorso ero ferma in attesa che il veicolo che mi precedeva girasse a sinistra… nel frattempo un’altra macchina con conducente distratto oltre ad essere in stato d’ebbrezza al 2 % mi ha tamponato e sono andata a sbattere con quello davanti. Il colpevole ha ammesso subito anche alla Polizia Locale di aver torto di non essere stato attento. Ora io avrei vinto il caso ho fatto delle terapie dove mi aveva mandato il mio avvocato.. e ora che il caso è risolto il mio avvocato mi chiede oneri suoi e anche l’importo delle terapie che ho fatto, praticamente più della metà che ho ricevuto. Non avevamo nessun patto scritto prima… Vorrei sapere in questo caso quanto dovrei pagare il mio avvocato o meglio che percentuale? Oppure è stato già pagato dalla controparte ?

Risposta:  chi ha subito un danno, anche a causa di un incidente stradale, ha il diritto (garantito dall’art. 24 della Costituzione) di farsi assistere da un avvocato nei confronti della compagnia assicuratrice civilmente obbligata al risarcimento del danno. Solitamente, se la vertenza viene definita stragiudizialmente (ovvero senza intraprendere una vera causa davanti al giudice) l’ente assicuratore assieme al risarcimento del danno (comprensivo anche delle spese sostenute)  paga anche l’onorario per l’assistenza dell’avvocato. Di norma l’assicurazione eroga un unico assegno comprensivo di tutte le voci sopra indicate, ma nell’atto di transazione e quietanza dovrebbero essere specificato l’ammontare dell’onorario dell’avvocato.

I compensi dell’avvocato: tariffe professionali e patto di quota lite

salve a tutti, avrei una curiosità riguardo la percentuale degli avvocati, in particolare del mio.. vorrei sapere di quanto è la percentuale di un’avvocato; se è fissa o variata!? mi permetto di esporre un esempio: supponiamo che io ho avuto un sinistro stradale mentre conducevo uno scooter venivo tamponato lateralmente da un’auto che non dava la precedenza, ed il giudice di pace mi abbia dato il 50 e 50 della ragione, successivamente io vengo risarcito dall’assicurazione. mettiamo anche che la cifra risarcimento danni sia sui 4000 “dindini” di quanto sarà la percentuale del mio avvocato?? spero d’esser stato chiaro nell’ esporre il quesito.
certo d’una vostra risposta cordiali saluti.
Sergio

Risposta: l’avvocato potrebbe avere diritto ad un percentuale della somma da Te ottenuta a titolo di risarcimento del danno, SOLO SE avete pattuito per iscritto un accordo in questo senso: infatti, la c.d. legge Bersani (L. 248/06) introdotto la possibilità di determinare il compenso dell’avvocato (oltre che in base alle tradizionali tariffe professionali) anche in modo parametrato  al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. Si tratta del c.d. Patto di Quota Lite (PQL), che prevede un compenso per le prestazioni dell’avvocato in misura percentuale su quanto ottenuto dal cliente. In questo caso il compenso per le prestazioni dell’avvocato viene colcolato in percentuale rispetto a quanto ricavato dal cliente. Come abbiamo ricordato, il PQL è un accordo tra cliente e avvocato in base al quale si attribuisce a quest’ultimo, a titolo di compenso della attività professionale, una quota dei beni o diritti in lite, oppure si ragguaglia l’onorario al valore dei beni o diritti litigiosi, in ragione di percentuale o di una determinata somma. Tale accordo, inoltre, deve essere redatto per iscritto sotto pena di nullità (art. 2233 c.c.).

Pertanto, in mancanza di un diverso accordo, il compenso dell’avvocato sarà determinato con riferimento alle tariffe forensi e non in misura percentuali su quanto ottenuto dal cliente. Inoltre, il giudice, con la sentenza che chiude il processo, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Questo significa che la controparte che perde  solitamente deve corrispondere alla parte vittoriosa, oltre alla somma dovuta per capitale, anche il compenso per l’attività del Suo avvocato.

Divorzio e patrocinio a spese dello stato

Sono separata da 7 anni,vorrei chidere il divorzio e finire la pratica,sono al momento disoccupata volevo sapere se esiste la possibilità di avere l’assistenza di un avvocato d’ufficio per ammorizzare i costi che non mi posso permettere. Grazie
Adriana

Risposta: in primo luogo facciamo un po’di chiarezza: nel Tuo caso l’avvocato d’ufficio non c’entra proprio; l’avvocato d’ufficio, infatti, è quello nominato nell’ambito del procedimento penale quando una persona viene sottoposta ad indagini e questa non nomina un proprio avvocato di fiducia; anche l’avvocato d’ufficio deve essere pagato dalla persona assistita, a meno che questa non abbia i requisiti per avvalersi del Gratuito Patrocinio: grazie a questo istituto se una persona non ha i mezzi per pagare le spese legali (sia di un giudizio penale, che civile, amministrativo ecc) queste spese sono pagate dallo Stato.

Quello che qui interessa è proprio la possibilità di avvalersi dell’istituto del Gratuito patrocinio, o meglio, del Patrocinio a spese dello statoLe persone a basso reddito possono, infatti,  richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato,  al fine di essere rappresentate in giudizio sia per agire che per difendersi (L’istituto è regolato dagli artt. dal 74 e ss. del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – D.P.R. 30/05/2002, n. 115); per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, non superiore ad Euro 10.628,16, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi (importo aggiornato con d.m.del 20 Gennaio 2009). I moduli per la domanda di ammissione al gratuito patrocinio, così come l’elenco degli avvocati che possono essere nominati, sono disponibili presso i tutti i consigli dell’ordine degli avvocati.

Per ulteriori informazioni clicca qui.


Parcella dell’avvocato per il processo penale.

Egregio avvocato, io abito in un contesto condominiale e ho subito una querela  da parte di un comdomine per offese. Dopo essermi rivolto ad un avvocato si è svolto il processo davanti al giudice di pace penale di P.  luogo in cui risiedono anche entrambe le parti ed entrambe gli avvocati.
Il processo si è svolto con una prima udienza di circa una mattina di 5 ore dove è stato ascoltato il querelnte, una seconda volta abbiamo atteso assieme al nostro avvocato circa 8 ore in sala d’attesa e poi ci hanno mandato a casa per rinvio , una terza volta con udienza di circa 4 ore dove sono stato ascoltato io ; e infine un’altra mattina di 5 ore  per la discussione finale avvenuta tra avvocati e giudice per la conclusione del processo.
Il processo naturalmente ci ha assolto infatti la querela era una pura invenzione.
Chiedo cortesemente se possibile avere un’idea indicativa del costo totale che ci verrà addebitato dal nostro avvocato,  per evitare spiacevoli sorprese.
Ringrazio per la vostra cortese disponibilità
Distinti saluti

Ivan

Risposta: caro Ivan, non mi è possibile “prevedere” l’ammontare della parcella del Tuo avvocato.  Posso dire che, in mancanza di diversa pattuizione, la parcella dovrà essere redatta sulla base delle tariffe forensi (reperibili facilmente in Internet): in linea generale  la determinazione dell’onorario dell’avvocato deve tener conto della natura, complessità e gravitàdella causa, delle contestazioni e delle imputazioni, del numero e dell’importanza delle questioni trattate e della loro rilevanza patrimoniale; della durata del procedimento e del processo; del pregio dell’opera prestata ;del numero degli avvocati che hanno condiviso il lavoroe la responsabilità della difesa; dell’esito ottenuto,anche avuto riguardo alle conseguenze civili; delle condizionifinanziarie del cliente. Per le cause che richiedono un particolare impegno,per la complessità dei fatti o per le questioni giuridiche trattate, gli onorari possono essere elevati fino al quadruplo dei massimi stabiliti.

E’ Tuo diritto chiedere all’avvocato una specificazione analitica delle varie voci della parcella. Se ritieni che il collega ti chieda più del lecito è possibile chiedere al professionista di sottoporre all’esame del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati la congruità o meno della parcella.

Revoca del mandato all’avvocato

togaE’ stato concluso in DPL un tentativo obbligatorio di conciliazione a mezzo sindacato per causa di lavoro, chiedo, cortesemente, se per la continuazione della lite posso rivolgermi ad un avvocato diverso da qello del sindacato?
Grazie

Risposta: le può revocare in ogni momento il mandato all’avvocato e rivolgersi ad un diverso legale; in questo caso è opportuno che la revoca del mandat0 sia fatta per iscritto (a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento). In conseguenza della revoca del mandato, l’avvocato Le dovrà riconsegnare la documentazione relativa alla Sua pratica. Tenga, infine, presente che l’avvocato al quale viene revocato potrà chiederle il pagamento per l’attività svolta fino alla revoca dell’incarico.

Gratuito Pratrocinio: aggiornato l’importo limite del reddito

Con Decreto Ministeriale n. 20 del 20/01/2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27/03/2009, cambiano i limiti di reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio. L’importo di euro 9.723,84, indicato nell’art. 76, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002, così come adeguato con decreto del 29 dicembre 2005, è stato infatti aggiornato in euro 10.628,16.

Assistenza e consulenza on line

Ogni giorno riceviamo moltissimi quesiti con richieste di consulenza su casi molto specifici e di cui viene spesso evidenziato il carattere di urgenza. Richieste di questo tipo non possono essere evase sul blog. Al riguardo ricordiamo che:

a) le risposte pubblicate su questo blog non rappresentanto l’erogazione di un servizio di consulenza professionale, ma sono finalizzate unicamente alla trattazione di questioni giuridiche di interesse diffuso, senza assunzione alcuna di responsabilità. Inoltre i tempi di pubblicazione possono essere lunghi.

b) Per ricevere un parere legale dettagliato e specifico su un proprio caso dovete utilizzare il servizio di consulenza professionale on line a pagamento, attraverso quest’ultimo servizio potete ricevere gratuitamente e rapidamente un preventivo per la consulenza richiesta. Per ulteriori informazioni cliccare qui

Assistenza e consulenza professionale

Ogni giorno riceviamo moltissimi quesiti con richieste di consulenza su casi molto specifici e di cui viene spesso evidenziato il carattere di urgenza. Richieste di questo tipo non possono essere evase sul blog. Al riguardo ricordiamo che:

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Ho vinto la causa, devo pagare il mio avvocato?

 

Salve vorrei sapere due cose se e’ possibile, la prima io ho fatto una causa per avere l’invalidita’ civile e’ l’ho vinta, vorrei sapere siccome sono disoccupato devo pagare io l’avvocato o e’ gia pagato, siccome un mio amico disoccupato e invalido mi ha detto che e’ gia pagato e non li devo nulla, ma il mio avvocato vuole il 20% della mia somma potete chiarirmi le idee grazie, la seconda domanda riguarda la sentenza una copia originale mi aspetta ho no perche’l’avvocato non me la vuole dare ,pero’ a me serve perche’ li c’e’ la percentuale d’invalidita’ed io devo fare la 104 e altre esenzioni. Vi ringrazio anticipatamente.

Antonio (via email)

Risposta: il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se vi e’ soccombenza reciproca o concorrono altri giusti motivi, il giudice puo’ compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti. Questo è quanto prevede la legge (artt. 91 e 92 c.p.c.). Pertanto se il giudice le ha dato totalmente ragione, nella stessa sentenza avrà condannato la controparte al rimborso delle spese legali in suo favore ed in questo caso le spese sono calcolate in base alle Tariffe forensi vigenti. Questo significa che la controparte deve corrisponderLe, oltre alla somma dovuta per capitale, anche il compenso per l’attività del Suo avvocato.

Tuttavia, il c.d. Decreto Bersani, ha previsto che l’avvocato possa concordare con il cliente compensi parametrati al raggiungimento dell’obiettivo che si vuol raggiungere; si tratta della c.d. quota lite che prevede un compenso per le prestazioni dell’avvocato in misura percentuale su quanto ottenuto dal cliente. In questo caso il compenso per le prestazioni dell’avvocato viene colcolato in percentuale rispetto a quanto ricavato dal cliente. 
Quindi, la richiesta del Suo avvocato di avere un compenso pari al 20% della somma che le è stata riconosciuta con la sentenza, può essere legittima solo se Lei ha firmato un patto di quota lite con l’avvocato

Quanto alla copia della sentenza, Lei ha certamente il diritto di ottenerla.

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